Edizione 2019

Si sa, il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Figuriamoci allora la seconda edizione della Mole Cup Torino…Dopo l’enorme e sorprendente successo della prima stagione, lo Staff è consapevole che per incrementare l’entusiasmo e aumentare l’interesse sia necessario fare le cose ancora più in grande: fioccano le candidature di molte scuole torinesi e non, che sognano di poter iscrivere la propria squadra al torneo. Per motivi logistici e organizzativi ne vengono selezionate 4:

  • Il Liceo Carlo Cattaneo
  • Il Liceo Gobetti-Segrè
  • Il Liceo Alessandro Volta
  • Il Liceo Altiero Spinelli

Ecco il primo upgrade della Mole Cup 2019. Con il passaggio dalle 8 alle 12 scuole, quest’ultime vengono divise, per mezzo di sorteggi, in quattro gironi da tre squadre ciascuno, che prevedono l’eliminazione dell’ultima classificata, la terza, e l’approdo delle prime due classificate alla fase a eliminazione diretta.

I gironi

Il girone A, di cui fanno parte Alfieri, Volta e Valsalice, è caratterizzato dal predominio delle prime due, che impattano tra di loro con il risultato di 1-1, un ottimo risultato per il Volta esordiente contro la terza forza della stagione precedente, e poi battono il Valsalice, finito in un girone difficile, rispettivamente con i risultati di 2-0 e 3-0. L’arrivo a pari punti premia il Volta, che grazie al goal segnato in più si classifica prima nel girone condannando l’Alfieri a un quarto di finale più ostico. Il Valsalice, dopo l’eliminazione ai quarti di finale del 2018, saluta la competizione con grande delusione per le statistiche negative e con tanta voglia di rivalsa.

Il girone B vede lo strapotere di un’altra new entry, il Cattaneo, fare da padrone. Le vittorie contro il Cavour e contro i temibili ragazzi dell’Avogadro, semifinalisti nella precedente edizione, consegnano ai granata il pass per i quarti di finale, senza aver subito neanche una rete. 

L’Avogadro batte il Cavour 3-1 e si classifica secondo, mentre i classicisti devono abbandonare il torneo, consapevoli del fatto di essere capitati insieme a due squadre che faranno molta strada.

Il girone C è quello dei record, è quello che apre le danze con la partita d’esordio. Il Majorana batte 2-0 il debuttante Gobetti, Lorenzo Colombino segna il primo storico goal della stagione. 

I ragazzi di Moncalieri strapazzano i finalisti del D’Azeglio con il risultato di 6-1 e terminano primi, mentre nello scontro decisivo tra D’Azeglio e Gobetti, i classicisti sono trascinati da un ispiratissimo Lorenzo Botto che mette a segno una doppietta, sigla il goal che verrà eletto come il più bello del torneo e porta i suoi ai quarti di finale. Da segnalare per il Gobetti, eliminato, una buona dose di sfortuna che costa cara, oltre probabilmente alla minor esperienza, ai fini della classifica.

Il girone D vede i campioni in carica del Galfer, ancora imbattuti, inanellare due vittorie contro Spinelli e Gioberti, confermando un livello molto buono dei suoi studenti. Il Gioberti batte nella sfida decisiva lo Spinelli per 1-0 e si classifica come seconda. Fin troppo severa la lezione per lo Spinelli, che nonostante gli zero punti conquistati non sfigura in quanto a prestazioni.

Girone A (2019)

PosLiceoGioVPSDRPts
1VOL211034
2ALF211024
3VLS2002-50

Girone C (2019)

PosLiceoGioVPSDRPts
1MAJ220076
2DZG2101-43
3GOB2002-30

Girone B (2019)

PosLiceoGioVPSDRPts
1CAT220046
2AVO210113
3CAV2002-50

Girone D (2019)

PosLiceoGioVPSDRPts
1GAL220056
2GIO2101-13
3SPI2002-40

Quarti di finale

Delle otto squadre qualificate ai quarti di finale le prime ad affrontarsi sono il Gioberti e il Cattaneo. I ragazzi dello scientifico continuano a mantenere la porta inviolata e ai tempi regolamentari una partita equilibratissima finisce 0-0. Ai punti, forse, sarebbe addirittura il Gioberti a meritare qualcosina in più, ma la diga del Cattaneo non cede e ai calci di rigore, dopo aver terminato in parità anche la prima serie di 5 tiri dal dischetto a testa, è fatale al Gioberti il rigore di Stefano Alunno, neutralizzato da Carubia, e Mantovani regala ai suoi il ticket per la semifinale.

Sempre il 28 Aprile si disputa un altro quarto di finale, dall’esito però non incerto, anzi da subito chiaro: al D’Azeglio non riesce un altro miracolo e nonostante la solita cornice di pubblico fantastica, i finalisti della precedente edizione vengono travolti 5-1 dal Volta, che lancia un segnale forte e chiaro a tutte le altre squadre: “Siamo una new entry, ma possiamo e vogliamo dire la nostra”.

Nell’ultimo quarto di finale invece l’Alfieri, che paga a carissimo prezzo quel secondo posto nel girone dovuto alla differenza reti con il Volta, incrocia il Majorana di Moncalieri, desideroso di migliorarsi dopo essersi fermato ai quarti l’anno precedente. I ragazzi dello scientifico si dimostrano complessivamente più forti ed eliminano, non senza alcuni episodi  fortunosi, i rivali in maglia gialla.

Semifinali

Cattaneo, Volta, Avogadro e Majorana sono dunque le quattro regine di Torino. Per scegliere quali saranno le due a contendersi il trono questa volta le semifinali si disputeranno con gare di andata e ritorno, a differenza dall’edizione 2018 in cui si era disputata una gara secca.

La prima gara di andata è tra Avogadro e Cattaneo e il risultato è di quelli che non ammettono repliche: secco 3-0 per il Cattaneo che ipoteca la finalissima. Questa volta quella che con accezione negativa potrebbe essere definita “l’accozzaglia di talenti” dell’Avogadro non basta: i granata sono più squadra, hanno più pubblico e confermano il loro marchio di fabbrica: una difesa pazzesca, che mantiene ancora la porta inviolata.

Molto più equilibrato e teso l’altro duello: Volta e Majorana pareggiano 1-1 e rimandano tutto alla gara di ritorno.

Il 19 maggio il Cattaneo completa l’opera e travolge l’Avogadro per 4-1, concedendo questa volta una rete, ma su rigore, conservando quindi l’imbattibilità su azione. Sono i primi a raggiungere la finale, e visti i risultati e le squadre eliminate lo fanno da favoriti, chiunque debbano affrontare nell’ultima battaglia. L’Avogadro, penalizzato dalle assenze per squalifica o infortunio, non riescono mai a rimettere in discussione la qualificazione, ed escono per il secondo anno di fila in semifinale, confermando se non altro una buona continuità di risultati, anche se non mancano i rimpianti, perché viste le qualità presenti in rosa, l’Avogadro è sempre partito come squadra in grado di raggiungere la finalissima: impresa mancata nuovamente all’ultimo ostacolo.

Nella seconda sfida di giornata va in scena una delle partite più entusiasmanti e drammatiche della stagione: le tribune gremite sono la dimostrazione che la posta in palio è altissima. Il risultato, dopo la partita d’andata, è in bilico. Majorana e Volta sono le due squadre ad aver segnato di più. Hanno divertito, emozionato e riempito sempre di tifosi le proprie tribune grazie alle bellissime prestazioni.

Dopo appena due minuti di gioco il Majorana passa con Cavaglià che sfrutta un’indecisione della difesa del Volta. Forse svegliati dal brusco colpo subito i ragazzi in maglia nera reagiscono e nel primo tempo ribaltano il parziale andando sul 2-1, con il capocannoniere Edoardo Franco che si trasforma in assist man e serve per due volte il passaggio decisivo a un compagno. A inizio ripresa capitano del Volta, Giancaspro, mette a segno il 3-1 su grande giocata di Totaro: sembra il colpo del K.O per il Majorana, che però non arrende: Scagnelli segna su punizione un goal fortunoso fotocopia di quello realizzato contro l’Alfieri, e a due minuti dalla fine, in probabile fuorigioco Molini fa 3-3. L’equilibrio è totale, in tutto e per tutto, ed è quindi giusto, anche se crudele, che siano i calci di rigore a separare queste grandi squadre che meriterebbero  entrambe la finale. Dal dischetto i neri del Volta non sbagliano mai, e, a causa dell’errore di Cavaglià per il Majorana, Castellino ha la chance di mandare il Volta in finale: goal, game, set e match! La finalissima della Mole Cup Torino sarà tra due esordienti! 

La delusione è atroce per i giocatori del Majorana, commoventi nel non mollare mai e omaggiati a fine gara dai propri tifosi. Si consoleranno battendo con un netto 4-1 l’Avogadro nella finale per il terzo posto, conquistando la medaglia di bronzo e permettendo a Cavaglià di riscattarsi dopo il rigore sbagliato in semifinale

La finale

La voce che si sparge nei giorni che precedono la finale è a dir poco preoccupante, o rassicurante, a seconda di quale squadra si sostenga: l’attaccante principe del Volta, il top scorer del torneo, non ci sarà. L’assenza annunciata di Edoardo Franco, sulla carta, non può che spostare il pendolo della bilancia dalla parte del Cattaneo, seppur sia opinione comune che entrambe le squadre abbiano gli elementi per alzare il trofeo.

Ad assistere alla partita, vero e proprio evento che conta un numero di spettatori elevatissimo e mai visto prima in un match di Mole Cup, ci sono anche, in veste di special guests, Emiliano Moretti, ex calciatore e bandiera del Torino, Nino Boeti, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, e un rappresentante del Comune di Torino. Nuovamente, gli organizzatori fanno le cose in grande: oltre a varie fonti di intrattenimento e a margine dell’incontro, decine di telecamere attendono i protagonisti per immortalarli al meglio durante l’ultimo capitolo della manifestazione.

Lo spettacolo offerto dai 22 giocatori è all’altezza dell’abbondante migliaio di spettatori. Da una parte il Cattaneo ha la miglior difesa del torneo, dall’altra c’è il Volta, miglior attacco.

Inizialmente la partita è piuttosto bloccata, come nella più classica delle finali, ma a sbloccarla ci pensa in mischia Federico Valente, il centrocampista in maglia granata che fa esplodere la tribuna del Cattaneo. Poco dopo Alessandro Osson, il centravanti del Cattaneo, sigla addirittura il 2-0, dopo un’azione caparbia di Fabozzi: la partita sembra incanalata, ma nel secondo tempo Castellino, nel momento di massimo e disperato forcing del Volta, si inventa un capolavoro al volo da fuori area che rimette in corsa i ragazzi in maglia nera. Qualche giro di orologio ed ecco che Mingla, il difensore in parte responsabile del secondo goal subito, segna nel mucchio la rete del 2-2. Sulle tribune del Volta, dove ormai quasi non ci si credeva più, scoppia il delirio. A pochi istanti dalla fine i neri sfiorano addirittura il 3-2 e una rimonta completata che avrebbe avuto dimensioni ciclopiche. Ancora una volta però spetta ai rigori assegnare la vittoria.

L’atmosfera è da brividi: il peso sulle spalle dei rigoristi scelti dai mister è notevole, la tensione è palpabile, si può tagliare con il coltello. Nel silenzio assordante che cala al momento delle battute, Niccolò Maffeo, estremo difensore del Volta, decide di lasciare il segno: para i primi due rigori del Cattaneo, e avvicina sensibilmente i suoi alla coppa. Il capitano in maglia nera, Marco Palma, manda a lato il suo penalty, riaprendo parzialmente i giochi, ma alla fine, come in semifinale, tocca di nuovo ad Alessio Castellino tirare il quinto rigore, lasciato per ultimo come per scaramanzia dopo il successo contro il Majorana. Il terzino, dopo quello del 2-1, mette dentro anche questo pallone, il più importante.

Il Volta è campione, può scatenarsi la festa. Il tifo del Cattaneo premia gli sforzi dei propri giocatori con applausi e cori mozzafiato, e ricevono il premio di miglior tifoseria del torneo.

“Nero come la notte, nero come la maglia dei campioni”

Per i ragazzi in maglia nera, oltre al prestigio della vittoria al primo anno di Mole Cup e alla coppa più importante, ci sono diversi riconoscimenti individuali: Niccolò Maffeo viene nominato miglior portiere, Lorenzo Totaro miglior giocatore del torneo e Edoardo Franco vince la scarpa d’oro con 4 goal all’attivo. Tra fuochi d’artificio e docce di spumante, un popolo intero fa festa, nell’estasi più totale. Al termine di una competizione lunga ed emozionante, il cielo sopra Torino si tinge di nero: nero come la notte, nero come la maglia dei campioni!